Ljiljana Vlačić

 

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Ljiljana Vlačić è nata a Pola, Istria, il 20 giugno 1970. Nel 1996 ha conseguito il diploma di laurea in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia, frequentando il corso del prof. Umberto Borella. Ha esposto in numerose mostre personali e collettive in Croazia e all’estero.

Dal 2002 fino al 2011 ha vissuto in Zimbabwe, un’esperienza che ha influenzato profondamente la sua ricerca artistica.

“L’opera pittorica di Ljiljana Vlačić è caratterizzata da una creatività emozionante che, con la sua gestualità sommessa e l’espressione strutturale stratificata, evoca esperienze del segno tachista con chiari riferimenti alle questioni coloristiche che l’autrice, attraverso una riflessione disciplinata e una sorta di approccio radicalmente minimalista, ha ridotto alle questioni della pittura monocroma [...] L’autrice non percepisce la sua arte solo come un esperimento materiale, ma anche come qualcosa di trascendentale, un certo progetto Zen in cui gli intensi colori monocromi della terra, del cielo (acqua) e del sole (fuoco) invocano i principi di Talete, includendo simultaneamente un forte momento meditativo nella loro creazione. Ciò è supportato anche dall’aspetto del segno, che si presenta sotto forma di una parola significativa o di una sequenza di lettere (apparentemente) priva di significato, conferendo indubbiamente ai dipinti di Ljiljana un’aura di misticismo. Decifrare un messaggio scritto diventa un compito non scritto per ogni osservatore, ma il significato, per quanto lo spettatore creda di averlo colto, rimane nascosto. È noto solo all’autrice che, lasciando una traccia calligrafica, scrive il suo diario intimo, il diario di una persona estremamente emotiva che affida il suo destino e lo racconta esclusivamente all’immagine che sta creando. Con questa applicazione di un segno – un messaggio su una tela pittoricamente concepita con chiarezza – Ljiljana Vlačić irradia la realtà della struttura informale e della chiusura monocromatica nel campo dello spirituale, dove l’arte ha il suo posto [...]” — [Mladen Lučić]